Martedì , 2 Giugno 2020

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  • INTERVISTA AL DR. VITTORIO SCALA, COUNTRY MANAGER E RAPPRESENTANTE GENERALE PER L’ITALIA DEI LLOYD’S

    26 Maggio 2020

    L’IMPATTO DEL COVID-19 SUI LLOYD’S E SULL’INDUSTRIA ASSICURATIVA MONDIALE

    D: Buongiorno Dr. Scala. I Lloyd’s hanno annunciato venerdì scorso il risultato della prima valutazione sulle possibili perdite del mercato relative al COVID-19. Ce ne può parlare?

    R:  Certo. A conclusione della prima indagine eseguita presso il mercato, i Lloyd’s ritengono che i sinistri legati al coronavirus dovrebbero raggiungere una cifra compresa tra i 3 ed i 4,3 miliardi di dollari per il nostro mercato. Possiamo parlare di perdite simili a quelle registrate in occasione dell’11 settembre, nel 2001, oppure alla somma dei sinistri catastrofali registrati in seguito agli uragani Harvey, Irma e Maria del 2017. Tale previsione potrebbe incrementarsi ulteriormente qualora l’attuale fase di “lockdown” dovesse continuare per un altro trimestre.

    D: Alla luce di ciò può darci qualche indicazione sulla attuale situazione finanziaria dei Lloyd’s?

     

    R: Come confermato di recente dal nostro CEO, John Neil, in occasione della pubblicazione dei risultati di bilancio 2019, la posizione finanziaria dei Lloyd’s in questo particolare momento storico rimane molto solida. Le nostre risorse nette sono cresciute dell’8.6% ed ora ammontano a 30,6 miliardi di sterline. Ancora più importante il tasso di solvibilità dei Lloyd’s alla fine dell’esercizio scorso raggiungeva il 238%. A causa della turbolenza dei mercati finanziari negli scorsi mesi dovuti all’arrivo del COVID ed a tutte le problematiche che ha portato con sé, al 19 marzo scorso il tasso di solvibilità era diminuito a 205% che significa, in ogni caso, una forza finanziaria eccezionale a disposizione dei nostri clienti e partners commerciali.  

    D: Esiste una stima dell’impatto del COVID-19 sull’intera industria assicurativa?

    R: Per comprendere l’impatto della pandemia sull’industria assicurativa danni mondiale, abbiamo condotto uno studio economico che prende in considerazione le potenziali perdite tecniche che colpiranno il conto economico delle compagnie ma anche la diminuzione del valore degli investimenti accantonati per far fronte ai sinistri in futuro. Lo studio tiene conto delle attuali stime dei costi nell’ipotesi della prosecuzione delle misure di distanziamento e di lockdown durante tutto il 2020 e considera, inoltre, la prevista caduta del GDP a livello globale.

    La stima delle perdite tecniche da COVID-19 per l’industria assicurativa nel 2020 ammonta a circa 107 miliardi di dollari – in linea con i sinistri registrati gli anni 2005 e 2017 colpiti da tre eventi catastrofali importanti (2005: uragani Katrina, Rita e Wilma e 2017: uragani Harvey, Irma e Maria). Diversamente dalla pandemia, però, questi eventi naturali erano geograficamente confinati e si sono verificati nel giro di ore o al massimo di alcuni giorni. Per il Covid-19, invece, parliamo di un impatto totalmente differente che avrà effetti di natura globale, sistemica e sicuramente a lungo termine.

    A differenza di altri eventi, l’industria subirà, a causa del Covid-19, anche un crollo nel valore degli investimenti di circa 96 miliardi di dollari, portando così la previsione di perdita totale per l’industria assicurativa a 203 miliardi di dollari.

     

    D: I Lloyd’s sono da sempre impegnati nello studio dei rischi emergenti cercando di anticiparne le possibili conseguenze. Ciò che sta accadendo può essere considerato un rischio emergente? I Lloyd’s se ne sono mai occupati nel passato?

    R:  Per i Lloyd’s un rischio emergente è un rischio che non è stato ancora del tutto compreso e che potrebbe avere conseguenze significative per l’industria assicurativa. E’ vero che quella del COVID-19 non è certo la prima pandemia che si è verificata nella storia dell’umanità ma sicuramente l’impatto di questo virus a livello globale si è manifestato in un modo e con una una portata del tutto inaspettata. Quindi probabilmente siamo in presenza di un rischio emergente.

    I report dei Lloyd’s sono a disposizione di tutta l’industria assicurativa e non solo. I risk managers sono tra le figure più interessate da questi lavori in quanto lo scopo è quello di aprire un dibattito e far emergere la consapevolezza relativamente a possibili nuove minacce per l’umanità e le aziende.

    Più volte nel corso degli ultimi anni il nostro team si è occupato delle possibili conseguenze derivanti dal verificarsi di una pandemia. Già nel 2008 i Lloyd’s hanno pubblicato il report “Pandemic: potential insurance impacts” che riletto oggi, alla luce di quanto sta accadendo, è ancora di grande attualità.

    In questo report i Lloyd’s anticipavano come le pandemie siano eventi inevitabili visto il loro verificarsi a cadenze regolari nel corso della storia. Lo studio parla anche dei pesanti possibili impatti sul GDP globale e, attraverso una serie di scenari, menziona i possibili rami assicurativi che possono essere coinvolti anche se le polizze non erano state sottoscritte all’origine con l’idea di andare a coprire lo specifico rischio pandemico. Si discutono anche possibili effetti secondari e, in questo particolare momento storico, la lettura di questa parte del report risulta molto interessante, con un pensiero rivolto al futuro che ci aspetta.

    Ci siamo poi, nuovamente, occupati di pandemia nel nostro importante lavoro “Lloyd’s City Risk Index”. Si tratta di uno studio condotto in collaborazione con il Centre for Risk Studies dell’Università di Cambridge che prende in considerazione 279 tra le città più importanti a livello mondiale, responsabili nel 2018 del 41% della produzione economica globale. Viene valutata l’esposizione economica di queste città nei confronti di 22 minacce divise in 5 categorie: finanza, economia e commercio; geopolitica e sicurezza; catastrofi naturali e clima; tecnologia e spazio e da ultima, salute e umanità, categoria nella quale è compreso il rischio legato alle pandemie. Fa oggi impressione vedere come la minaccia “human pandemic” risulti nello studio al quarto posto tra le 22 prese in considerazione, in base al possibile impatto economico sul GDP delle città. Nell’Europa occidentale le città più esposte citate erano Londra, Parigi e Madrid.

    D: Alcuni importanti assicuratori hanno promosso iniziative di supporto ai propri clienti in questo periodo difficile. Ci può raccontare come i Lloyd’s si stanno muovendo in quest’ambito?

    R: Il nostro mercato si è da subito attivato per manifestare la propria vicinanza alle aziende ed alla società. In primo luogo, è stato messo a disposizione un pacchetto di donazioni di 15 milioni di sterline integrato di recente da altri 15 milioni di sterline di capitale iniziale da utilizzare per studiare come l’industria può creare oppure ospitare strutture che diano supporto alla ripresa economica o possano mitigare gli effetti di questi eventi in futuro.  Stiamo lavorando con il nostro Advisory Committee per mettere in atto una serie di iniziative volte ad aiutare in nostri clienti nel breve, medio e lungo termine. E, ovviamente, stiamo riprogrammando le iniziative esistenti legate all’innovazione attraverso la Lloyd’s Lab e la Product Innovation Facility per agevolare lo sviluppo veloce di prodotti assicurativi per rispondere alle problematiche del COVID-19.

    Annunceremo a breve una serie di ulteriori iniziative che sono il risultato delle nostre collaborazioni, in queste settimane, con i governi e l’industria. Una delle idee che stiamo valutando è la creazione di “Recover Re” un veicolo assicurativo che offrirà copertura pandemia “post evento”.

    Sarà mio piacere tenere informata ILLCA rispetto a tutte queste novità.

    D: Parliamo dell’Italia. Nel 2020 dai dati ANIA si è evidenziato un importante riduzione della raccolta dei premi in Italia, quali sono i motivi? Quale impatto potrebbe avere tutto ciò sull’operatività del LIO?

     

    I dati ANIA si riferiscono agli affari italiani dei Lloyd’s che ancora risultano piazzati presso il mercato di Londra. Oggi, gran parte degli affari è già stata trasferita alla Lloyd’s Insurance Company S.A. di Bruxelles, creata, come sapete, per mantenere la continuità nell’attività dei Lloyd’s in Europa. I dati relativi alla compagnia non sono ancora visibili nelle statistiche ANIA in quanto il primo bilancio consolidato della Compagnia sarà depositato nelle prossime settimane ma posso anticiparvi che la raccolta premi è rimasta in linea con gli anni precedenti.

     

    L’ufficio italiano sta come sempre lavorando incessantemente per assicurare che li livello di servizio offerto ai nostri stakeholder siano rimanga alto e che, soprattutto i nostri corrispondenti e clienti, non debbano incontrare particolari problematiche nella fase di passaggio da Londra a Bruxelles. Si tratta, come capirete, di un grande impegno che richiede doppio sforzo ma ad oggi il feedback che ho ricevuto dai nostri partners è molto positivo. Continuiamo così!

  • INTERVISTA AL DR. VITTORIO SCALA, COUNTRY MANAGER E RAPPRESENTANTE GENERALE PER L’ITALIA DEI LLOYD’S

    6 Aprile 2020

    RINNOVI ED ESTENSIONI DEI CONTRATTI LLOYD’S IN TEMPO DI CORONAVIRUS

    D: Buongiorno Dr. Scala. L’impatto del COVID-19 sulle attività di tutti noi comincia a farsi sentire in modo sostanziale ed è anche in continua evoluzione. Come sta reagendo il mercato dei Lloyd’s?

    R: I Lloyd’s stanno concentrando i propri sforzi per fornire costante assistenza a clienti e partners commerciali e per dare risposte adeguate alle centinaia di domande e richieste che arrivano ogni giorno relative alle complicazioni causate dal virus nell’ambito di diverse aree quali, ad esempio, la gestione dei sinistri e della compliance, la supervisione e il reporting richiesto dai Lloyd’s oltre che le garanzie incluse nelle nostre polizze e la gestione di rinnovi ed estensioni di copertura.

    D: Come sarà gestita dal mercato la problematica dei rinnovi in questo particolare periodo?

    R: Sul tema, il CEO dei Lloyd’s John Neal, è intervenuto di recente presso i Managing Agents del mercato per fornire una serie di raccomandazioni che saranno di sicuro aiuto per tutti i Corrispondenti dei Lloyd’s.

    Considerando il periodo d’emergenza ed i numerosi rinnovi di contratti e binders, John ha chiesto espressamente al mercato di agevolare tali trattative preferendo quando possibile rinnovi alle condizioni in corso o estensioni di copertura così da avere più tempo per trattare le condizioni di rinnovo.  

    In particolare, la nota al mercato del CEO dei Lloyd’s evidenzia come sia preferibile rinnovare i binder piuttosto che estenderli, riconoscendo però nel contempo, le difficoltà che la situazione attuale potrebbe comportare nel completare queste operazioni. Per questo motivo, solo in presenza di limitazioni nell’operatività che dovessero impedirne il rinnovo, ha raccomandato ai sottoscrittori di procedere con l’estensione della binding authority. L’estensione sarà accettata anche se il periodo totale del binder dovesse superare il limite attuale di 18 mesi (o 36 mesi in caso di binder triennali).

    D: Queste raccomandazioni saranno sicuramente gradite ai nostri clienti.

    R: Si. Questi suggerimenti sono solo uno dei tanti esempi della disponibilità ed apertura del mercato dei Lloyd’s nel compiere tutti gli sforzi necessari per andare incontro alle necessità dei nostri business partners e dei nostri clienti in questo particolare momento di crisi. Qualcosa che i Lloyd’s hanno sempre fatto durante i loro oltre 300 anni di storia e che è una delle ragioni per le quali il marchio dei Lloyd’s continua a meritare la fiducia dei clienti in tutto il mondo.

  • INTERVISTA AL DR. VITTORIO SCALA, COUNTRY MANAGER E RAPPRESENTANTE GENERALE PER L’ITALIA DEI LLOYD’S

    27 Marzo 2020

    I LLOYD’S CONFERMANO IL SOSTEGNO AI PROPRI CLIENTI, ALLE AZIENDE ED ALLE COMUNITA’ COLPITI DAL COVID-19 E ANNUNCIANO IL RITORNO ALL’UTILE NEL 2019.

    INTERVISTA AL DR. VITTORIO SCALA, COUNTRY MANAGER E RAPPRESENTANTE GENERALE PER L’ITALIA DEI LLOYD’S


    D: Buongiorno Dr. Scala. Le chiedo prima di tutto come sta e come stanno i colleghi dell’ufficio dei Lloyd’s di Milano.

    R: Buongiorno. Grazie, noi stiamo tutti bene. I colleghi ed io stiamo lavorando in modalità smart-working da quasi un mese oramai. Non sono sorti problemi nel passaggio a questo nuovo tipo di gestione del lavoro in quanto già da più di un anno il concetto del telelavoro era stato adottato dai Lloyd’s a Milano, anche se limitato ad un solo giorno alla settimana. Abbiamo applicato alla lettera le procedure previste dal nostro business continuity plan che era stato recentemente aggiornato e quindi si è rivelato uno strumento fondamentale per evitare di incorrere in disfunzioni e problemi.

    D: Anche il mercato a Londra è rimasto operativo?

    R: Certo, il mercato dei Lloyd’s non si è mai fermato. E’ stata chiusa l’Underwriting Room per rispettare le disposizioni del governo britannico riguardanti le misure per contenere il contagio del virus. Le attività comunque continuano grazie alle modalità di piazzamento elettronico. Sicuramente le negoziazioni face-to-face caratterizzano da sempre l’operatività del mercato di Londra ma è anche vero che ai Lloyd’s oltre il 70% dei rischi era piazzato elettronicamente, anche prima della crisi relativa al COVID-19.

    D: Sono stati annunciati oggi i risultati del mercato dei Lloyd’s per l’esercizio 2019. Come è andata?

    R: Dopo due anni in cui abbiamo registrato perdite, oggi è arrivata la buona notizia del ritorno all’utile di 2,5 miliardi di sterline. Alla base di questo risultato positivo c’è l’ottima performance nella gestione degli investimenti, un generale aumento dei tassi ed anche il miglioramento della disciplina nella sottoscrizione dei rischi all’interno del mercato. Quest’ultimo aspetto, in particolare, ha portato alla diminuzione di 2,4 punti percentuali del combined ratio. Un risultato molto importante per noi perché significa che il lavoro che stiamo facendo sul miglioramento della performance della sottoscrizione sta dando i suoi frutti.

    D: In che modo state lavorando per migliorare i risultati tecnici?

    R: Buona sottoscrizione significa capire bene il rischio e stabilire un prezzo equo e durante il 2019 siamo riusciti a ridurre le nostre esposizioni e ad aumentare i tassi. Il volume premi, se non consideriamo l’incidenza dei tassi di cambio delle monete estere, si è ridotto del 8% ed i tassi applicati ai rischi nelle quotazioni sono aumentati del 5,4%. Occorre proseguire su questa linea per assicurare risultati positivi costanti nel tempo. Nello specifico continueremo a lavorare per garantire che i sindacati con i migliori risultati godano del supporto più ampio per poter crescere e, allo stesso tempo, ci impegneremo per ridurre i costi operativi sia nell’immediato che a lungo termine.

    D: Presentando i risultati il CEO dei Lloyd’s, John Neil, ha parlato anche di una forte solidità finanziaria.

    R: Si, esatto. Questo è forse l’aspetto più importante sul quale soffermarsi oggi. Il mercato dei Lloyd’s si trova in una posizione finanziaria molto positiva e potrà così far fronte alle conseguenze della crisi legata al COVID-19 e nel contempo dare sostegno ai nostri clienti e partner commerciali così come ha sempre fatto in oltre 300 anni di storia. Nel 2019 le risorse nette dei Lloyd’s sono cresciute del 8,6% ed hanno cosi raggiunto i 30,6 miliardi di sterline. Il nostro coefficiente di solvibilità centrale è del 238%. Solidità finanziaria significa che potremo pagare tutti i sinistri validi anche in circostanze eccezionali come quella in cui ci troviamo oggi.

    D: Parlando dunque di “circostanze eccezionali”, siete già in grado di fare una stima degli impatti di questa crisi sul mercato dei Lloyd’s?

    R: Ovviamente è ancora presto per valutare l’entità delle possibili perdite causate dal COVID-19. Sappiamo che avremo sinistri su polizze di interruzione dell’attività, credito, cancellazione eventi e viaggi e stiamo raccogliendo informazioni per identificare l’ammontare di queste perdite come avremmo fatto in presenza di altri tipi di eventi catastrofali. Abbiamo chiesto a tutti i managing agents di completare dei bordereaux segnalandoci (i) le potenziali perdite ed esposizioni oggi, e (ii) una stima delle potenziali perdite complessive finali. Considerando l’incertezza che è alla base di questa situazione vogliamo comprendere quali ipotesi stanno facendo i managing agents rispetto a come evolverà l’evento.

    D: Come ha già anticipato, mi conferma dunque che non dovrebbero esserci problemi per i vostri assicurati in caso di sinistro?

    R: Esatto. Come già detto la nostra solida posizione finanziaria ci permetterà di far fronte a tutte le richieste valide. Ovviamente ci saranno conseguenze sul patrimonio disponibile oggi ma il mercato non avrà problemi a mantenere i propri impegni. Per essere più chiari: anche in queste settimane di grande turbolenza nei mercati finanziari il nostro coefficiente di solvibilità è rimasto forte ed il 19 marzo era pari al 205%.

    D: Ha accennato prima alle coperture di interruzione dell’attività. Queste polizze copriranno le perdite causate dal CODIV-19P?

    R: Si certo, queste perdite dovrebbero rientrare nelle coperture di “business interruption” purchè siano state estese ai rischi di pandemia, malattie infettive o soggette ad obbligo di denuncia. Ogni copertura dipende dai termini e dalle condizioni specifiche della polizza assicurativa. Il Chancellor of the Exchequer britannico ha parlato pubblicamente delle responsabilità assunte dagli assicuratori rispetto alla liquidazione dei sinistri validi derivanti da interruzione di attività ove siano presenti estensioni a malattie soggette ad obbligo di denuncia o pandemie. Questa è anche la posizione del nostro mercato.

    D: Secondo lei gli assicuratori dovrebbero pagare i sinistri legati al COVID-19 anche se tecnicamente non è presente una specifica copertura all’interno dei contratti di assicurazione?

    R: Si tratta di decisioni che sono nelle mani dei sottoscrittori e molte compagnie di assicurazioni stanno già agevolando molto i propri clienti concedendo per esempio dilazioni nel pagamento dei premi. I Lloyd’s stanno lavorando in questi giorni con molti governi nel mondo per comprendere quale altro ruolo l’industria può ricoprire nel fornire supporto alle comunità ed alle aziende. Negli Stati Uniti, per esempio, i Lloyd’s insieme ad altri assicuratori si stanno confrontando con il governo federale per capire come contribuire alla creazione di un fondo di sostegno per le vittime.

    D: Ritiene che i Lloyd’s perderanno affari in conseguenza al COVID-19?

    R: Direi di no e anzi forse accadrà l’esatto contrario. In presenza delle restrizioni riguardanti lo svolgimento delle operazioni, la nostra capacità di portare avanti l’attività di sottoscrizione elettronicamente attraverso le nostre piattaforme e lo strumento PPL è sicuramente un vantaggio competitivo che potenzialmente potrebbe portare più affari ai Lloyd’s.

    D: Ci spiega in cosa consiste il PPL?

    R: Si certo. PPL è la nostra piattaforma per il piazzamento elettronico dei rischi. Stiamo investendo molto su questo strumento per dar vita alla nuova generazione della piattaforma. Si tratta di un sistema online dedicato alla negoziazione, quotazione e sottoscrizione dei rischi che viene attualmente utilizzato dal mercato Londinese su alcune linee di business specifiche. L’evoluzione del sistema PPL sarà la “Complex Risk Platform”, una delle iniziative del Future At Lloyd’s che, insieme a un nuovo sistema online dedicato ai nostri “coverholders”, saranno le priorità per il 2020.  

    D: A proposito della vostra strategia, pensa che ci saranno rallentamenti nel raggiungimento degli obiettivi a causa della crisi del COVID-19?

    R: Ritengo di no ma sicuramente affineremo le nostre priorità per il 2020. Con l’idea di fornire il massimo supporto ai nostri clienti e partners commerciali durante questo difficile periodo, oggi più che mai diventa importante spingere l’acceleratore su alcuni dei progetti della strategia. L’obiettivo per il 2020 è il passaggio dell’80% di tutte le operazioni Lloyd’s in modalità digitale. Oltre a ciò puntiamo a migliorare il processo di gestione veloce dei sinistri e lavoriamo alla creazione dell’infrastruttura tecnologica che sarà alla base del futuro ecosistema dei Lloyd’s.