Venerdì , 27 Novembre 2020

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INTERVISTA AL DR. VITTORIO SCALA, COUNTRY MANAGER E RAPPRESENTANTE GENERALE PER L’ITALIA DEI LLOYD’S

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LLOYD’S ED INNOVAZIONE: UN CONNUBIO SENZA FINE

D: Buongiorno Dr. Scala. Ci ritroviamo dopo la pausa estiva per chiederle quali sono le ultime novità ai Lloyd’s. Sono usciti di recente i risultati semestrali del mercato. Ci racconta come è andata?

R: Nei primi sei mesi del 2020 abbiamo registrato una perdita di £0,4 miliardi. Come potete immaginare, i sinistri COVID-19 hanno inciso in modo considerevole sulla performance del mercato: i Lloyd’s hanno già pagato sinistri legati alla pandemia per £2,4 miliardi. Questa somma ha contribuito con una percentuale del 18,7% alla combined ratio del mercato di 110,4%.

 

 

D: Quindi, senza la pandemia, avreste registrato profitti, è corretto?

 

R: Esatto. Escludendo i sinistri COVID-19, la combined ratio sarebbe stata del 91,7%, in discesa rispetto al 98,8% del primo semestre 2019 e l’utile tecnico del mercato sarebbe stato pari a un miliardo di sterline. Ma la pandemia c’è stata e le nostre recenti stime ci dicono che i sinistri lordi che dovremo pagare ai nostri clienti per quanto riguarda il COVID-19 supereranno i 5 miliardi di sterline.

 

Ciò che conta davvero, in questa situazione molto complessa, però, è la conferma del fatto che la solidità del nostro mercato si è ulteriormente rafforzata e oggi il nostro tasso di solvibilità ammonta al 250%. Nei primi sei mesi del 2020 le risorse nette del mercato sono cresciute del 7,2% e al 30 giugno scorso ammontavano a 32,8 miliardi di sterline. Cifre che possono far stare tranquilli tutti i nostri clienti di oggi e del prossimo futuro.

 

D: Pandemia e Brexit: un anno complicato. Come sta reagendo il mercato dei Lloyd’s a questi grandi cambiamenti?

 

R: Faccio parte di questa azienda da sei anni ormai e anche prima ho sempre collaborato da broker con il mercato dei Lloyd’s. Devo ammettere però che questa organizzazione non finisce mai di stupirmi, in positivo ovviamente.

 

Abbiamo già avuto modo di parlare delle novità annunciate dai Lloyd’s per sostenere il recupero delle comunità, delle aziende e dei paesi in generale in seguito al Covid-19. Tutte le informazioni riguardanti questi progetti sono sul nostro sito. Si tratta di iniziative davvero importanti e rivoluzionarie che possono aiutare il mondo ad essere meglio preparato in caso di nuove pandemie o eventi sistemici in futuro.

 

Ma ciò che davvero mi stupisce ogni giorno è l’inarrestabile attitudine dei nostri sottoscrittori nella ricerca di continua innovazione che si traduce nello sviluppo di nuovi prodotti per rispondere alle necessità sempre più complesse dei nostri clienti e di tutta l’industria in generale.

 

 

D: Può farci qualche esempio?

 

R: Si certo. Partirei raccontandovi del nuovo Sindacato dei Lloyd’s 1796 che nasce in seguito all’iniziativa di Parsyl, una società di tecnologia assicurativa e della Lloyd’s Lab, in stretta collaborazione con Ascot in qualità di managing agent, e con AXA XL, McGill and Partners e Gavi, la Vaccine Alliance. Si tratta di nuovo “Syndicate in a Box”, che unisce le forze dei settori pubblico e privato per assicurare la produzione ed il trasporto, non appena disponibile, del vaccino per il COVID-19.

 

C’è poi il lavoro della Product Innovation Facility, una sorta di “safe space” all’interno del quale i sottoscrittori dei Lloyd’s possono sperimentare le idee per nuovi prodotti in un ambiente controllato che bilancia la necessità di supervisione con quella di innovazione. Qui si esplorano rischi non standard che non fanno parte dei mercati tradizionali come, per esempio, le protezioni legate a nuove tecnologie o il patrimonio intangibile.

 

Due prodotti sono già usciti da questa fucina: la prima è una copertura per la protezione parametrica dei profitti degli hotel. In pratica si assicura il mancato profitto in seguito ad eventi imprevedibili che coinvolgano l’industria alberghiera e impediscano agli hotel di poter operare. Il secondo prodotto invece è stato creato per gli operatori dei mercati finanziari. Si chiama Coincover ed offre ad investitori e traders di cryptovalute la copertura delle perdite in caso di furto di cryptovalute online o di “hot wallets”. Questo prodotto ha un limite dinamico che cresce e diminuisce in linea con le fluttuazioni dei prezzi di questo tipo di valuta ed è senza dubbio la prima copertura assicurativa di questo genere mai proposta.

 

 

D: Abbiamo sentito anche di una collaborazione tra Lloyd’s e Google. Ce ne può parlare?

 

R: Si certo. Si tratta di un nuovo Sindacato che si chiama Ki ed è stato costituito da Brit in collaborazione con Google Cloud nel mese di maggio scorso. E’ davvero rivoluzionario. E’ il primo sindacato Lloyd’s interamente digitale e basato sugli algoritmi. E’ accessibile da qualsiasi posto ed in qualsiasi momento ed è un sindacato che opererà esclusivamente come “follower”. I broker potranno trarre enormi vantaggi dalla riduzione del tempo e del lavoro necessario a completare la security delle polizze. Gli algoritmi di Ki valuteranno le quotazioni dei sindacati dei Lloyd’s e produrranno offerte immediate su una piattaforma accessibile ai brokers. Google Cloud ha messo a disposizione gli strumenti tecnologici mentre lo sviluppo degli algoritmi è stato operato con la collaborazione dell’University College di Londra.

 

Ci sono poi altre collaborazioni che hanno portato alla costituzione di nuovi “Syndicates ina Box” come quella con Victor e AIG e quella con Munich Re.

 

Ma l’area di maggiore interesse oggi è sicuramente quella legata a tutto il comparto degli “intangible assets”. Vi invito a leggere i nuovi report pubblicati dai Lloyd’s sugli intangible assets e sulla proprietà intellettuale. La pandemia ha accelerato la già crescente dipendenza delle organizzazioni dal patrimonio intangibile, come la reputazione, il capitale umano e, appunto, la proprietà intellettuale e ciò presenta nuove sfide ed opportunità per assicuratori, intermediari e risk managers.

 

 

D: Grazie molte per averci parlato di tutte queste nuove iniziative. Ci pare che il mercato dei Lloyd’s non si sia fermato, pandemia o non pandemia, e questa è certamente una buona notizia.

 

R: Esatto. I nostri sottoscrittori, soprattutto grazie alla collaborazione con il nostro network di intermediari che operano in tutto il mendo, rimangono aperti a raccogliere ogni nuova richiesta di protezione per impegnarsi a ricercare la soluzione più adeguata ed innovativa. E’ il modo in cui si dà la possibilità di creare innovazione e di sviluppare nuovi prodotti che ci rende più resilienti.